Letture consigliate

I Quadreti del Lucianino – Quando l’Anzolim el ciama…

Un libro per i Rivani… ma non solo

È stato un tuffo nel mio passato più lontano, fino a dove è arrivata la memoria. L’emozione mi ha preso non solo per quei ricordi, ma anche per esser riuscito a ritrovare il mio dialetto originale, dopo sessant’anni dalla mia partenza da Riva!”. Questo è quanto dice Luciano Dassatti, rivano doc, nella presentazione del suo libro dialettale “I Quadreti del Lucianino – Quando l’Anzolim el ciama…”, prodotto grazie alla collaborazione con l’Associazione culturale “Giacomo Floriani” di Arco, il cui presidente Livio Parisi così scrive: Grazie, dunque, al “Lucianino” che ha saputo ben rappresentare realisticamente, ma anche emotivamente il suo passato di rivano, passato che è anche il mio, passato che è stato ben accostato al poeta della Baita, cui la nostra Associazione culturale si ispira per perpetuarne la memoria e per favorire la conoscenza della parlata dialettale locale”.

Un libro pieno di ricordi, quindi, ricordi “di quel bambino – dice il giornalista Vittorio Colombo, che ha contribuito alle fotografiecon Franco Albino per le opere – che giocava al Marocco, che scorrazzava in piazza Cavour. E poi al Brolio, e poi alla Fraglia e via a strappar biglietti al cinema Perini, che meraviglia!”.

Luciano Dassatti, ammiraglio in pensione che vive a Livorno, “compie – aggiunge ancora Vittorio Colombo – un viaggio bello, allegro e struggente insieme. A ritroso per ritrovare un passato che chiede soltanto di essere riportato alla vita. Così, da sempre vanno le cose. E come per magìa tornano ad animarsi, in questo piccolo ma prezioso libro, affetti e colori. Torna il Lucianino dell’età bella e della piccola città dalle acque benedette dal Garda. C’era una volta… ma un po’ c’è ancora nei ricordi, quella nostra, cara, vecchia Riva”.

Alessandro Parisi, che ha curato il libro, ha accolto fin da subito la richiesta di Luciano Dassatti di recuperare in dialetto alcuni suoi ricordi di vita vissuta a Riva del Garda, anche perché ha intravisto in essi una efficace opportunità di ripresentare all’attenzione della Comunità rivana e altogardesana in genere la figura di Giacomo Floriani, che da alcuni anni sta studiando con grande interesse e passione. Non a caso vi ha dedicato due libri prodotti grazie anche all’Associazione “Giacomo Floriani” di cui è vicepresidente. Importanti i suoi incontri con le Scuole Primarie e con l’Istituto tecnico “G. Floriani” di Riva del Garda, che hanno coinvolto le rispettive scolaresche nella conoscenza del poeta rivano. Ma il libro di Luciano Dassatti contribuisce anche a ridare lustro al dialetto locale, di cui certamente non mancano nell’Alto Garda gli appassionati, e alla storia con le sue tradizioni.

Il libro lo si può trovare nelle edicole dell’Alto Garda e Ledro.

El nòs parlar de nac

Nella nostra Busa ci sono tante parlate: quella di Arco è diversa da quella di Riva e anche Dro ha le proprie specificità. Una di queste parlate è appunto quella di Nago.
Con questa pubblicazione gli autori intendono arricchire le ultime generazioni naghesi, ma anche della Busa, con frasi ripetute nel tempo dai nostri vecchi e vocaboli che stanno scomparendo.

Elio Fox nella sua recensione al libro scrive:…il dialetto, i dialetti sono una cosa seria. Sono la cinghia di trasmissione dal passato al presente della nostra cultura, della nostra civiltà, del nostro modo di vivere e di comportarci. Sono il patrimonio culturale che ci hanno lasciato i nostri avi, la loro storia, la loro vita, sono il compendio delle loro gioie e loro sofferenze, della loro saggezza racchiusa nei proverbi e nei modi di dire, nelle memorie, nei racconti.

La difesa del patrimonio generazionale si fa anche con libri come questo.

E anch’io ringrazio Gino de Bonetti e l’amico Tullio per questo documento. Umberto
Nac

Vittorio Fiorio

Memorie della guerra mondiale  dal 18 aprile 1916 al 18 dicembre 1919 Vol. II a cura di Gianluigi Fait

Domenica 18 novembre, ore 16 al Casinò Municipale di Arco nell’ambito della Rassegna Pagine del Garda
Esce, nell’ultimo anno del «Centenario», la seconda parte dell’importante diario del medico rivano Vittorio Fiorio, curato da Gianluigi Fait e arricchito dalla postfazione di Mario Isnenghi.

La prima parte, edita nel novembre 2014, riguardava gli avvenimenti dal giugno 1914 all’aprile 1916 e aveva quali riferimenti geografici le città di Riva e Arco, dove da più di un decennio Fiorio era direttore dell’ospedale-ricovero e medico comunale.

Sommolago 2018-2-3 COPERTINA ridotta

Questo secondo volume prende in esame i giorni che si dipanano dall’aprile 1916 al dicembre 1919, allorché l’autore delle Memorie è costretto a lasciare la sua terra, in quanto, probabilmente nell’ottica della cosiddetta Strafexpedition, viene considerato pericoloso a causa delle sue idee irredentistiche.
Inviato oltre Brennero, dopo breve soggiorno a Bolzano e Linz, viene comandato a Olmütz/ Olomouc, in Moravia; in seguito a Lublino, nella Polonia russa, medico in ospedali militari di retrovia.
Finita la guerra fa ritorno nella «sua» Riva, dove testimonia la faticosa ricostruzione materiale e gli aspetti della vita amministrativa, civile ed economica nella cornice del nuovo stato.
L’opera è edita da Il Sommolago e dal Mag – Museo Alto Garda, con il contributo del Centro Studi Judicaria e della Cassa Rurale Alto Garda


 

 

 

 

Non è solo un vocabolario

è una ricerca puntuale sul nostro dialetto.

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E’ recentemente scomparsa la poetessa Gina Calzà di Arco e
la Mnemoteca del Basso Sarca ha voluto
pubblicare questa silloge di poesie di Gina
e i suoi ricordi 
della Arco che fu.                                

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Nel 50° della morte di Giacomo Floriani

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SOMMARIO
• Incontro dei due centri studi, per la Val di Sole e Judicaria 1
• La Via dei Migranti stagionali 2
• Proficuo dibattito con Stefania Riccadonna – Graziano Riccadonna 3
• Affetti d’acqua e di luce – Alessandro Togni 4
• Primo raduno internazionale degli arrotini “La Trisa” 6
• Sharp Families: tour di successo – Patrick Crassi 8
• Carlo Sartori. Divenir pittore – Roberta Bonazza 11
• Presentazione Judicaria sulla Paganella e alla Terza età bleggiana 12
• Anticipare future professioni – Graziano Riccadonna 13
• ITM – XXVIII edizione 28-30 settembre 2018 14
• Riabitare le Alpi – Ruggero Doma e Carlo Pedretti 15
• Nuovi soci 19
• Dall’Agenda della Presidenza 20

• Sacralità preistorica in Valle dei Laghi – Silvano Maccabelli 21
• Le carte di regola nella Valle dei Laghi – Mariano Bosetti 31
• Per una geografia sacra della Valle di Cavedine – Fiorenzo Degasperi 41
• Convento di Sarche – Luigi Bressan 45
• Francesco Verla araldo del Rinascimento – Maddalena Ferrari 51
• Répit, anche nelle chiese di Terlago e Dasindo – Verena Depaoli 58
• I dal Monte-Saracini di Trento dinasti di Belfort – Liliana De Venuto 63
• La Confraternita dei Battuti – Verena Depaoli 72
• Compagnia del Santissimo di Cavedine – Walter Gattoni 74
• Carlo Emanuele e il suo bottigliere Pisòn – Giorgio Dalbosco 78
• Grande Guerra: la contraerea di Cavedine – Walter Gattoni 80
• Cento anni della Fontana Monumentale di Vezzano – Osvaldo Tonino 84
• Francesco Trentini – Paolo Fior 89
• Valle del Sarca – Visione di un futuro – Heinz Grill 91
• Dinamiche insediative nella Valle dei Laghi – Alessandro Franceschini 94

• “El Pano” a Cavedine – Silvano Bridarolli 98
• Giuseppe Rigotti, l’alpino di Terlago – Luigi Rodighiero 100
• Paolina Leoni: la Maestra di Comunità – Sebastiano Matteotti 104
• Tullio Pasquali, l’interesse per la storia – Graziano Riccadonna 109
• Vittorino Matteotti. La forza delle tradizioni – Graziano Riccadonna 113

• Gruppo culturale “Nereo Cesare Garbari” 117
• L’associazione Crozolam 128

Forra del Limarò in Giudicarle – Francesco Adamoli 134
Il coro Paganella ricorda la Grande Guerra – Luigi Rodighiero 144
I progetti dell’Ecomuseo Valle dei Laghi – R. Aldrighetti e D. Mussi 150
Ritorno alla comunità di San Sisinio-Amici dell’Oratorio – Dro 159
La guerra vissuta dalle donne – Mariano Bosetti 162
Il poeta vemacolo rivano – Livio Parisi – Graziano Riccadonna 163Il mondo contadino dì quand’ero ragazzo – Fiorenzo Trenti 164

• Recensioni 171


HIC LABOR EST

Questa silloge, presentata alla Rassegna dell’Editoria in corso ad Arco, è opera di Francesco Valese, 23 anni, liceo classico a Riva e attualmente studente di Filologia moderna a Pavia. Il poeta è “rivano” doc. Anche il titolo è un richiamo alla sua Riva, quella dell’industria elettrica, il riferimento è alla scritta che sovrasta imponente il golfo lacuale dalla facciata della storica centrale. L’autore apre questa sua prima pubblicazione con una interessante “Premessa”, in cui chiarisce il suo grande amore per il dialetto e particolarmente per quello rivano. Con le sue prime trentanove composizioni fa sentire poi una dipendenza affettiva dai “cinque canzonieri” di Giacomo Floriani, ai quali dichiara egli stesso di ispirarsi. Ma Valese non ci propone solo poesie della sua amata città, bensì anche un’originale forma di interpretazione, in dialetto rivano, dei versi di altri poeti. Insomma, l’invito alla lettura è ampiamente giustificato!

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Così presenta il volume Elena Ferrari Barassi
Professore Emerito, già Professore Ordinario presso il Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali dell’Università degli Studi di Pavia, sede di Cremona.

Plaudo alla pubblicazione di questo volume, complesso
nella concezione e attraente nella veste editoriale:
è davvero fruttuoso il risultato della convergenza
fra la ricerca specialistica iconografico-musicale di
Monica Castellani, forte di un approfondita conoscenza
degli strumenti musicali rivelati dalle opere d’arte
presenti sul territorio, e la vasta ambientazione storica,
paesistica e architettonica offerta da Romano Turrini.
Sono orgoghosa di aver guidato a suo tempo la tesi
di laurea di Monica, nella quale l’autrice raccolse con
passione e competenza il materiale confluito nelle
numerose schede e notizie ora fruibfli da molti lettori;
grazie al presente arricchimento contenutistico
ed editoriale quel lavoro universitario, che nel 2009
ottenne i pieni voti presso la Facoltà di Musicologia
deU’Università di Pavia neUa sede di Cremona (ora
Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali), riceve
qui una valorizzazione prestigiosa, che lo mette nella
migliore luce,
Nel suo insieme il volume viene incontro in maniera
originale e generosa a chi vuole conoscere a fondo la
civiltà, la cultura e le bellezze di Arco e di Riva del
Garda, rivolgendo nel contempo un occhio particolarmente
attento verso quegli aspetti dell’arte che in
varie età hanno accolto raffigurazioni deUa musica.
Va dunque una particolare lode a chi ha concepito
e realizzato questa pubblicazione in senso interdisciplinare,
dando prova di un’alta sensibilità culturale.

Edizioni Il Sommolago